Anffas Cinisello
  • slide2
  • slide1

Servizi Arcipelago

Stampa

Cos'è Arcipelago Cooperativa Sociale

a marchio anffas1La Cooperativa Arcipelago, con sede in Anffas Nord Milano, nasce nel 1993 per volere della sezione Anffas Onlus Nord Milano ed opera a favore di persone che presentano disabilità intellettiva e relazionale medio grave attraverso la gestione di un Centro Socio Educativo (C.S.E.) e di un Servizio di Formazione all’Autonomia (S.F.A.)
Il servizio è di tipo diurno; in esso opera un’equipe educativa, coordinata da un direttore, che lavora sulla base di un progetto operativo e di periodiche programmazioni e verifiche. Tutto si svolge all’interno di una rete di servizi ed in stretta collaborazione con la famiglia dell’utente.

La Carta dei servizi Arcipelago

Casa Arcipelago

casa_arcipelagoIl 2014 sarà inoltre, per la nostra Associazione, un anno particolarmente importante  perché nei  prossimi mesi di  giugno/ settembre si   inaugurerà la CASA ARCIPELAGO: il noto progetto di vita indipendente (5 mini appartamenti con 14 posti letto) che ci vedrà tutti impegnati nella sua realizzazione, con un notevole sforzo non solo finanziario. E’ un sogno che diventa realtà: pensate abbiamo incominciato a parlarne   dieci anni orsono!
Anffas Nordmilano, nella costruzione del percorso che  condurrà alla realizzazione della  struttura residenziale di via Milazzo, ha inteso perseguire il pieno  rispetto delle richieste dei familiari, considerando la costruzione stessa, nel contempo, bene comune di tutta la comunità. Sebbene gli studi e le esperienze di abitare sociale in Italia siano molti, e vi siano innumerevoli contributi per la riflessione grazie al  lavoro svolto da Anffas e da altre grandi associazioni, permane, sul nostro territorio, un’enorme difficoltà di diffusione e di confronto su questi temi.
Anche i lavori condotti in questi anni ai Piani di Zona hanno evidenziato una mancanza di infrastrutture fisiche dell’abitare sul territorio di Cinisello.A questa mancanza Anffas Nordmilano ha inteso rispondere con il Progetto Casa Arcipelago che però non può soddisfare in modo esaustivo le richieste avanzate dai genitori, poiché si configura come uno strumento che non prevede, nell’immediato, una sistemazione definitiva.
Per questo motivo è stata individuata una nuova soluzione abitativa – in Via Torricelli sempre a Cinisello - non lontana quindi dagli appartamenti di via Milazzo.
L’intento è quello di rispondere alle richieste di quanti potrebbero voler proseguire la loro esperienza lontano dal nucleo familiare di origine o di chi, a causa di difficoltà familiari, necessita di essere accolto in un’altra casa. I principi che sostengono questa appendice al progetto originario, sono quelli pensati per  Casa Arcipelago. Essi prevedono la partecipazione attiva delle persone con disabilità e dei loro familiari nella progettazione strutturale ed educativa, con particolare attenzione ai fratelli che sono coloro che per maggior tempo e con più energie potranno monitorare l’andamento dei progetti.

CSE – Centro Socio Educativo

cseIl lavoro che stiamo svolgendo con i ragazzi ha come obiettivo il mantenimento e lo sviluppo delle loro autonomie attraverso laboratori pensati sulle loro esigenze e capacità. Il lavoro dell’equipe educativa è mirato anche a introdurre elementi d’innovazione nella programmazione con lo scopo di aumentare l’interesse e la curiosità dei nostri utenti per rafforzare la loro motivazione. In particolare sono state inserite innovazioni finalizzate a favorire l’inclusione sociale mettendo in atto una serie di collaborazioni con enti esterni. La realizzazione di queste attività avviene sempre attraverso la ricerca di sinergie con:
-La famiglia che ha un ruolo di compartecipazione;
-Il territorio, in senso lato, come luogo di sperimentazione, di movimento e di insegnamento diretto;
-La comunità, quale parte attiva e propositiva nel progetto educativo, e nel contempo da stimolare all’accoglienza della diversità.

SFA – Servizio di Formazione all’Autonomia

Allegato 1Servizio rivolto a persone disabili, caratterizzato dall’offerta di percorsi socio educativi e socio formativi individualizzati, ben determinati temporaneamente e condivisi con la famiglia.
Al fine di contribuire a fare acquisire ai frequentanti lo SFA i prerequisiti di autonomia utili all’inserimento professionale – che dovrà avvenire comunque in accordo con i servizi deputati all’inserimento lavorativo – abbiamo avviato i seguenti servizi volti a rafforzare la personalità dei ragazzi, il loro ruolo adulto, ad aumentare l’autostima, a dare la possibilità di sperimentarsi in contesti normali che favoriscano ed aumentino le loro possibilità di integrazione sociale e di lavoro.

A scuola di autonomia

scuola autonomiaSi è voluto attuare un’esperienza di residenzialità che riproducesse, da un punto di vista dimensionale e funzionale, la casa e la famiglia, promuovendo la massima vita indipendente possibile. L’obiettivo era quello di realizzare azioni educative di rinforzo alla parte funzionale per il mantenimento ed il miglioramento delle abilità manuali e delle acquisizioni di tipo comportamentale e relazionale necessarie per incrementare situazioni di autonomia: i risultati conseguiti ci spingono senz’altro a proseguire nell’iniziativa. Abbiamo programmato percorsi di accompagnamento per le famiglie guidati da un’equipe multidisciplinare che intende sostenere i genitori nella costruzione di una cultura familiare per l’autonomia.
Secondo il piano individualizzato di ciascuno abbiamo proposto percorsi di soggiorno in appartamento diversificati:
-Moduli diurni della durata di alcune ore;
-Moduli pomeridiani e notturni con personale qualificato, gestiti ed organizzati con il coinvolgimento di tutti nelle scelte e nelle attività di autonomia.

Attività di stage e/o tirocinio socializzante

stageSono queste esperienze di integrazione nel territorio attraverso percorsi individualizzati presso aziende, negozi, laboratori.

Casette dell’acqua

Allegato 3Il comune di Cinisello ci ha affidato la gestione di una casa dell’acqua (prossimamente ce ne dovrebbe affidare un’altra). I ragazzi provvedono a ritirare le monete, contarle e confezionarle per la consegna in banca. Abbiamo acquisito nel frattempo altre gestioni di Case: in Sesto San Giovanni, in Vimercate (2 case),  in Caponago, in Agrate, in Cusano (in collaborazione con l’Associazione “Sorriso”) e  in Cormano (due casette.)

I “Semibelli”

Allegato 2Gruppo di utenti Sfa, che si prefiggono, in collaborazione con la società di catering “Madeleine”, di fornire servizi di Catering per feste, battesimi, cresime, matrimoni, ecc.

...Non si è mai trattato semplicemente di "fare i camerieri" e regalare strette di mano sorridenti ma di provare ad allestire, servire, smontare anche quando i piedi fanno male e si è arrabbiati, delusi o tristi... quando un bel viso incanta mentre si regge una caraffa piena... o quando l'agitazione prende il sopravvento mentre si serve... non è solo un lavoro ma una sfida lanciata ad ognuno di loro perché ciascuno trovi benessere e viva così occasioni di tempo, spazi, persone, situazioni che aiutino il più possibile a scoprire cosa possiamo fare...
image002Pensare un progetto educativo di Catering solidale significa provare a mettere insieme in maniera sensata e funzionale la realtà dell'impresa sociale con la disabilità e ricercare, progettare riflessioni e opere che continuino nel tempo a valorizzare entrambe le parti, senza cadere nel rischio che una delle due soccomba all'altra, di solito la persone a favore dell' impresa...
Il "tentativo" educativo può essere collante e ponte affinché l'impresa diventi possibilità di apertura per le persone disabili coinvolte e non chiusura lavorativa nella quale confinare le proprie capacità e nascondere i propri limiti; un'apertura non unicamente pubblica ma soprattutto "emotiva" e quindi poi operativa, relazionale, sociale che permetterà alle persone di mantenere nel tempo il proprio operato, senza abbandonarlo alle prime fatiche...
image004Perché un lavoro non sia solo contenitore quotidiano, bisogna pensare e fare con le persone disabili un percorso che non preveda solo apprendimenti procedurali e cognitivi, ma sia caratterizzato da attività, esperienze, momenti che accompagnino i soggetti ad accorgersi di ciò che sono e quindi di quello che fanno e del "come" lo fanno!
(Posso essere capace di portare i piatti e servire ai tavoli ma posso farlo in vari modi a seconda dello stato emotivo del momento. Se sono in grado di riconoscere il mio stato emotivo riesco a capire come mi sento e quindi cosa mi fa stare bene e cosa no e può essere che nel tempo impari per esempio che se sono arrabbiato non lancio un piatto in testa a un compagno o rispondo sgarbatamente a un cliente, piuttosto chiedo di fermarmi e trovo comportamenti utili a me stesso e agli altri.
Non mi interessa solo fare il cameriere ma essere un "buon cameriere" , cioè stare bene nella divisa che indosso senza che mi vada troppo stretta, altrimenti prima o poi si romperà qualche bottone...)
image006Solo guardando il lavoro come strumento operativo per la persona si può pensare di ri-inventarlo ogni volta e trovare in ogni piccola occupazione aspetti utili al benessere dei singoli,che permettano a ciascuno di imparare, sbagliare, crescere, fermarsi, restare in equilibrio e cadere sapendosi però rialzare senza sentirsi in colpa di "aver rotto qualche bicchiere..."

Gestione di un ufficio

ufficioAll’ultimo piano della nostra sede, abbiamo allestito un vero ufficio, con tutte le attrezzature, ove i ragazzi lavorano, sotto la guida di un educatore ed il supporto di volontari eseguono compiti di ufficio, del tipo: lettere, copiature, fotocopie, rubriche ecc.

Laboratori teatrali Viaggi e intemperie

02In Arcipelago si svolgono più laboratori teatrali. I gruppi vengono creati in base alle esigenze degli utenti partecipanti: Laboratorio Il piccolo giorno, attivo dal 2001, dedicato agli utenti del C.S.E. in grado di costruire e sostenere una performance pubblica. Laboratorio Teatro per tracce, attivo dal 2010, utilizza gli esercizi e i giochi teatrali per una ricerca che non sfocia in uno spettacolo ma si apre allo spettatore solo con incontri aperti in cui tutti possono lavorare insieme. Attualmente si svolge in collaborazione con il C.D.D. di Sesto San Giovanni (MI).

Laboratorio Teatro dell’erpice, attivo dal 2003, è un laboratorio integrato, in collaborazione con le scuole superiori. Il gruppo di lavoro è formato da utenti di Arcipelago e studenti. A partire dal 2014 sarà dedicato in particolare agli utenti del Servizio di Formazione all’Autonomia e potrà utilizzare anche forme di performance pubbliche come happening ed installazioni.

01Il laboratorio teatrale pretende di essere un tramite per consentire ai partecipanti un atto pubblico (che non coincide per forza con lo spettacolo) che valorizzi anche piccole caratteristiche non produttive, ma che appartengono alla sfera delle emozioni, dei desideri, delle paure, delle realtà fittizie.

Il teatro diventa un’occasione, un’apertura, un invito. Per cosa? Per mostrare a sé ed agli altri di esserci, per sperimentare modalità inusuali di agire e di rapportarsi con l’altro. Giochiamo molto con gli atteggiamenti extraquotidiani, con un fare “strano” per cercare di uscire per un momento dagli schematismi che ogni giorno perpetuiamo inconsapevolmente. Anche perché sta qui, con un po’ di fortuna, la possibilità di percepirsi e di creare qualcosa. per avere la possibilità di proporre e controllare il proprio lavoro per sentirsi legittimati a dire di no. Nella stanchezza o nel fastidio di proposte imbarazzanti. per trovare uno spazio di parola che vada al di là del lavoro teatrale.

03…verso lo spettatore…
Per lo spettatore vogliamo che il nostro teatro rappresenti un punto di vista. Il punto di vista di chi vede le cose in un modo che non può essere quello della normalità e che non chiede di esserle assimilato imitando un teatro che non gli appartiene. E' difficile rendere in poche parole la fatica e l'aspettativa celate in un gesto semplice, in un minuto di scena, in quattro frasi dette di gola. E' una fatica che non chiediamo di comprendere (si può solo intuire) ma di fare, provando ad immaginare il mondo visto con gli occhi di chi sta sul palco. Un esercizio impossibile ma un’ottima ginnastica.