Anffas Cinisello
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Laboratorio J-peg.

Un percorso di immagini.

01La fotografia è un linguaggio semplice e immediato che diviene strumento di narrazione per i partecipanti finalizzato a favorire la libera espressione di pensieri articolati piuttosto che ricordi, sensazioni, emozioni che risiedono in modo informe nella mente. Il fine di questo percorso è quello di evidenziare l’interesse che ogni partecipante ripone nell’immagine rappresentata cercando di approfondire i motivi di tale scelta attraverso il contributo personale dato dalla rielaborazione dell’opera. Il progetto J-Peg ha il suo impiego in diversi laboratori attivi nella programmazione settimanale. Questo poiché la narrazione simbolica è uno degli strumenti facilitanti che caratterizza l’espressione artistico/narrativa nelle aree di fragilità. Seguono degli esempi di utilizzo della fotografia nella pratica educativa del servizio:

La memoria degli oggetti.
Dove non vi è la volontà di dare ad un ‘immagine un significato ben preciso permane la capacità di raccontare indirettamente le proprie passioni, gli interessi e i momenti che producono benessere, gli oggetti e le persone che ne fanno parte.

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Autobiografia autoritratto: rappresentazione simbolica attraverso l’uso delle immagini delle emozioni e sentimenti. L’impiego della fotografia in questo caso si inserisce nel progetto Peter Pan che lavora da anni sui temi di affettività e sessualità.

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Ora e subito: storia del presente
Io e gli altri (amicizia, relazioni)
Il collage utilizzato come mediatore artistico è caratterizzato dal fatto che, pur restando invariata la procedura tecnica e artistica di realizzazione, sono i ritagli o inserti scelti e il loro modo di combinarli insieme ad avere un valore speciale, proprio perché si tratta di immagini che riguardano da vicino, e che in qualche modo parlano, dell’autore e del mondo percepito.

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I luoghi della memoria.
Raccontare in prima persona cosa si è e come si sta vivendo, a volte lo si percepisce come un’esigenza, un’emergenza che prende il nome di pensiero autobiografico.

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Mash up (collage empatico con opere d’arte).
Il lavoro con il collage si inserisce nell’area più ampia che utilizza i mediatori visivi (il disegno e fotografia) come strumenti per la conoscenza di se’, l’espressione e la possibilità di nominare le proprie emozioni.

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